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Una testa, un volto. Pari nelle differenze. Steve McCurry a Bologna

Vita da Museo

Ci sono fotografie che per la loro potenza espressiva diventano simboli di un’epoca. E come The Falling Soldier(1936) di Robert Capa e Migrant Mother (1936) di Dorothea Lange, anche il viso di l’orfana dodicenne Sharbat Gula, la ragazzina afgana dagli incredibili occhi verdi immortalata nel 1984 in un campo profughi del Pakistan dal fotografo americano Steve McCurry, è diventata una vera propria icona del nostro tempo. Apparsa sulla copertina del National Geographic del giugno 1985, il volto della ragazza afgana campeggia al centro della Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio nella mia Bologna. E’ un’immagine così potenteme e poetica che basterebbe da sola a riempire la sala.

Ma non lo è, sola: è circondata da una serie di altre straordinarie immagini (una quarantina di ritratti circa) altrettanto potenti e poetici, che formano Una testa, un volto. Pari nelle differenze,  una bellissima esposizione dedicata ai ritratti del celebre fotografo americano e…

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the Beatles parade

Wikipedia: << il brano ha ricevuto pareri discordanti da parte della critica musicale (enorme successo riscosso dall’album in tutto il mondo) ; mentre alcuni definirono noiosa e pretenziosa altri ammirarono la sua autenticità musicale e dissero di considerare il messaggio filosofico nel testo insito nel testo il più significativo di Sgt. Pepper’s . David Fricke descrisse la traccia “allo stesso tempo magnifica e severa, un ipnotico sermone sul materialismo e le responsabilità comuni nel mezzo di un disco votato a una gentile anarchia in technicolor”. Amo queste sciabolate (notadidecimohangar).

decimohangar: senza dubbio l’album assenta gli echi che pur ci sono, si nota il messaggio filosofico ma su un impianto aristotelico quindi nel caso specifico del brano questo impianto si trasmette nella musica tradizionale indiana, ora mi chiedo dove sia l’autenticità visto che non è indie, in generale posso affermare si tratti di una magnifica sperimentazione con l’ingresso del cosmopolitismo nel repertorio dei Beatles manca l’arcano della musica (come ti prende).

decimohangar: l’ultimo brano scritto da Paul Mc Cartney prima del suo abbandono dei Beatles (non più band) non si finisce mai di ascoltarlo se proprio devo dirla tutta lo faccio quando devo riallacciarmi al sanato, questo è l’impatto sul mio modo di ricavare dalla musica le esatte motivazioni tuttavia, non è vero che le chiassate del rock non mi portino alle stesse condizioni. 

Gianluca Grignani parade

recensione di Paride Candelaresi su [musica 361] : << si è poi affidato a un pop-rock più facile e commerciale. Non che ci sia nulla di sbagliato in questo, ma il cantante amante di Nick Drake e Radiohead è scomparso per lasciare posto a lavori più mainstream>>

decimohangar: ho sempre qualche tentennamento nella ricerca di album prodotti nel decennio di mezzo ’90 devo proprio sforzarmi a cercare non mi sono rimasti impressi, diciamo che l’artista è partito canaglia energica ma di un genere all’ingiù. Alterna anche nel proseguo degli anni il gigante che si rivolge all’adolescente, effettivamente gli ultimi album si ascoltano tinti di mainstream, quest’album si ascolta bene.

angelo Branduardi parade

italian folgorati | di Demented Burrocacao su [NOISEY]: <<Branduardi lo conoscono anche i sassi a causa de ” La fiera dell’est” una versione riveduta e corretta di un antico canto pasquale ebraico>> basta e avanza come elogio leggetelo tutto.

decimohangar: dire il decadimento del guardaroba rende abbastanza ma l’artista lo fa rendendolo più lieve e sopportabile quasi ridente.

Tiromancino parade

[scavicchia la notizia] << Frankie hi nrg dopo un battibecco a un dopofestival concluse “sei surreale” sono surreali?>>

Sigfrido Menghini [su ondarock] : <<” In continuo movimento” Complessivamente, un album maturo e godibile>>

decimohangar:  la band mostra sempre di essere acclimatata a una “centenaria” neutralità i loro brani sebbene godibili non rendono in piena stereofonia, meglio in connessione telefonica ed è strano.

Bob Marley parade

gli omaggi li trovate su Rolling Stones

Chris Blackwell: << pensavo fosse come Jimi Hendrix>>

Wyclef Jean: << gli altri non sanno cosa vuol dire vivere in una casa dove ci piove dentro>>

Dave Matthews: << parlare di bob marley come cantante è limititativo>>

Jack Johnson: << Alla Hawai, dove sono cresciuto, il reggae è più importante del pop>>

decimohangar  : << a distanza di trentotto anni dal terremoto dell’irpinia dove ascoltai il reggae di Bob Marley per la prima volta con tante persone intorno; non amo in modo analogo questo mondo Z>>